mercoledì 1 febbraio 2012

Rugby, Cus Pavia sconfitto da Bassa Bresciana 18-22


Il girone di ritorno si apre con due big match tra le prime 5 in classifica e regala emozioni per le giornate a venire con la Union capolista dall’inizio che cade a Varese e Bassa Bresciana che agguanta la vetta passando al Cravino al termine di un match che definire combattuto sarebbe un forte eufemismo. Passano pochi secondi dal fischio d’inizio e gli ospiti si portano in vantaggio con un drop di Piscitelli che spezza le gambe ai padroni di casa incapaci di reagire. La partita si fa ancora di più dura quando al minuto 10 è ancora l’apertura bresciana ad infilare una non perfetta linea difensiva gialloblu ed a schiacciare in meta, i problemi aumentano per Pavia quando, al quarto d’ora, l’estremo imita il compagno di squadra portando il risultato  su un preoccupante 0 a 15. A questo punto Pavia, spinto da una buona presenza di pubblico, si ricorda di essere sotto le mura amiche  e decide di iniziare di spiegarlo anche agli ospiti; quella che sembrava  una partita a senso unico diviene una battaglia campale dal sapore epico dove si distinguono però non gli  eroi belli ed ordinati in sella a destrieri tipici di poemi, ma quegli eroi operai, sporchi, sudati e pieni di fango  e sangue, forse non i nostri eroi preferiti ma quelli di cui avevamo bisogno. Pavia, schiacciata dal possesso  esclusivo dei bresciani, comincia a rispondere colpo su colpo tornando ad essere  quella instancabile ed efficace macchina difensiva per cui l’apertura Braschi ed i centri Blasigh e Disetti sembrano terze linee aggiunte; comincia ad arrivare anche il possesso palla e all’ultima azione utile del primo tempo Pavia si affaccia nei 22 avversari con un’incursione guidata dalla mischia e conclusa in meta dal  forte capitan Pallaro che utilizza tutto il fisico e l’esperienza per buttarsi oltre la  linea e dare l’esempio ai suoi, si va al riposo sul 5 a 15 ma i volti sono cambiati  determinati gli inseguitori a brancare e finire la preda sanguinante bresciana  che comincia a voltarsi preoccupata. 

Nel secondo si riparte subito forte e nei  primi 6 minuti Pavia riesce a mettere in cascina 6 punti che riducono il distacco  ed aumentano la ferita in seno agli ospiti. A questo punto sale in cattedra chi  non ti aspetti che guidi la rimonta, chi lavora sempre nell’oscurità dell’azione, chi sposta da sempre il piano  senza aver preso nemmeno una lezione per imparare a suonarlo: la prima linea pavese che con  capitan  Pallaro,un devastante Fietta ma soprattutto con Zambianchi, ricaccia l’invasore sempre dietro la linea del  vantaggio; simbolo di questo Piscitelli veloce apertura ospite viene atterrato da Zambianchi, pilone pavese, per due volte ponendo fine alle sue scorrerie. A metà tempo arriva la segnatura che fa esplodere il Cravino, da una touche sui 22 Pavia imposta  un drive che viene ben arrestato dall’organizzata difesa ospite, ma i padroni di casa sono bravissimi a far leva sul portatore di palla e ruotando  l’asse grazie ad una decisissima spinta del solito Zambianchi si riorganizzano portando in meta Negri e con la trasformazione di Verona portandosi  a più tre e provvisoriamente in vetta alla classifica. La situazione appare sorridere alla compagine di coach Froggett che per non sbilanciarla non fa cambi e Zambianchi continua a mietere vittime come la forte e mastodontica  terza centro bresciana fatta volare in terra dall’ariete di Torre dei Negri che si merita l’oscar come miglior attore protagonista per il film “la pazzesca rimonta”. Ma questa non è una pellicola a lieto fine e a dodici dalla fine una brutta palla persa dal giovane, praticamente esordiente Cullacciati, autore di una buonissima prestazione, lancia in meta l’estremo della Bassa Bresciana, nell’azione Pallaro prende un cartellino giallo privando i suoi di un importante aiuto nella ricerca della vittoria che purtroppo non arriva. Pavia esce a testa altissima da questo scontro diretto dimostrando di essere competitiva con qualsiasi formazione e nonostante l’affollatissima infermeria con a capo Cozzi, per non dimenticare Donatiello, Roberto, Sorrenti, a cui vanno aggiunta le assenze di giocatori importanti come Morabito e Maley. La lotta per i primi posti è appena iniziata.

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